8 modi per essere accanto ad una neo madre

GUIDA ECOLOGICA PER I PAPA’, NONNI, GLI AMICI O CHIUNQUE STIA VICINO AD UNA MAMMA E AL SUO BAMBINO.

Il post parto: la grande transizione 

Esistono diversi momenti di transizione nella vita di una donna, dai quali si viene cambiate in modo permanente. Uno di questi è il periodo dopo la nascita, in cui si integra l’esperienza del parto e si passa dall’essere incinta all’essere madre. 

Nella nostra cultura, così orientata alla crescita costante e al raggiungimento dell’obiettivo, non c’è una vera comprensione, né viene dato valore a questi spazi liminali, alle fasi intermedie della vita di un essere umano, in cui non si è ancora pienamente diventati qualcos’altro ma nemmeno si è più quelli di prima. 

In altre parti del mondo le cose vanno molto diversamente. I periodi di transizione vengono riconosciuti e onorati come momenti molto delicati della vita di una persona, poiché se da un lato hanno il potenziale di rafforzarci e farci maturare spiritualmente, dall’altro – se non supportati in modo adeguato – possono anche farci indebolire e smarrire la strada. Per questo la comunità tradizionale accompagna, offre cura e protezione a chi è in transizione, a chi nasce e a chi muore, a chi entra nell’età fertile e a chi ne esce, a chi diventa padre e a colei che diventa madre.

In moltissime tradizioni del mondo al periodo del post parto – alla nascita di una madre e di un bambino – viene dedicata un’attenzione molto speciale, con protocolli e un saper fare antico tramandato da generazione in generazione, essendo forte la consapevolezza che la donna si trovi in un momento di passaggio in cui è sensibile e vulnerabile proprio come il neonato.

Per un’ecologia dello stare accanto  

Essere accanto ad una donna mentre sta recuperando le sue forze fisiche e psichiche dopo il parto, mentre sta apprendendo a relazionarsi con il suo bambino, ad amarlo, allattarlo e a confortarlo, pervasa dagli inevitabili dubbi, paure e insicurezze derivati dal cambiamento, richiede un certo tipo di presenza. 

Uno stare accanto che come un’arte richiede prima di tutto Ascolto.

E’ naturale voler “soccorrere” chi amiamo. Quando una persona a cui siamo legati è in uno stato di fragilità e difficoltà nasce spontaneo in noi il desiderio e l’urgenza di volerla aiutare, offrendo soluzioni e scorciatoie, o facendo le cose al suo posto… 

Mi piace pensare che la miriade di consigli, giudizi, ricette e opinioni con cui vengono inondate le neo-mamme nascano in molti casi dal fatto che le persone che sono loro accanto siano genuinamente coinvolte e preoccupate, e nel profondo siano le prime a non essere in grado di stare con ciò che l’essere in “transizione” comporta. Con la vulnerabilità, il non sapere, l’incertezza, il disorientamento, la paura di sbagliare e il cambiamento. 

Ma siamo sicuri che così facendo stiamo davvero aiutando la neo madre nel suo percorso?

E’ importante che come collettività riapprendiamo con pazienza e umiltà come essere vicino a qualcuno che sta “diventando”, senza interferire con il suo processo, ma anzi avendo fiducia nelle sue capacità e sostenendo il suo cammino in modo sicuro ed efficace. 

 Come esserci per una neomamma:

“Mia mamma mi dice sempre: Lasciala piangere ogni tanto! 
Non le farà male. 
Ma io non posso sopportare il suono del suo pianto.”
(Claudia, mamma di una bimba di 5 mesi)

1. Permetti alla neomamma di fidarsi della propria intuizione e saggezza. Una neomamma non ha bisogno di continui pareri, di esperti, guide o manuali per crescere un bambino e imparare a prendersi cura di lui. Ha bisogno di apprendere con pazienza dall’esperienza diretta momento dopo momento, dall’ascolto del suo sentire, dal commettere errori e dallo stare con altre madri. 

2. Falla sentire abbastanza sicura da poter sbagliare. Quando una mamma sta imparando e crescendo nel suo nuovo ruolo è tenuta a fare alcuni errori lungo il cammino. Sospendendo i nostri giudizi, le nostre paure, ansie e i nostri sentimenti di vergogna, le offriamo la possibilità di guardare dentro di sé per trovare il coraggio di rischiare e la resilienza per andare avanti, anche quando le cose non funzionano. Commettere errori fa parte del viaggio della maternità, ed è essenziale per trovare armonia e soluzioni che funzionino davvero nel lungo termine.

3. Non darle troppe informazioni. Troppe informazioni lascerebbero la neomamma con la sensazione d’essere incompetente e non adatta al ruolo di madre. Se richiesto, è importante poter dare qualche consiglio, ma a piccole dosi e permettendo che ogni cosa si sviluppi a suo tempo.

4. Evita di sottrarle potere. Sottraiamo il potere ad una neomamma quando cerchiamo di prenderci cura del suo bambino al posto suo o di dirigere e controllare quello che fa. Così facendo spesso non facciamo che contribuire a creare in lei la sensazione di essere debole, inutile e incompetente. Una neomamma ha bisogno e ha il diritto di fare le proprie scelte nella relazione con il suo bambino in autonomia.

(N.B. Solo in caso di segni di depressione, o di un’ansia eccessiva dopo il parto si ha il dovere di intervenire e portarla a prendere la decisione di cercare sostegno professionale.) 

6. Dalle consigli solo se richiesti e fallo con umiltà. Si tratta di una danza attenta che dobbiamo imparare a fare. Le nostre opinioni, idee o esperienze possono avere avuto un valore per noi ed aver funzionato nella nostra particolare circostanza di vita, ma non è detto che siano ancora valide e funzionino anche in questo caso. È sempre la mamma la maggior esperta del suo bambino e si deve sempre sentire come tale.

7. Consentile di prendere decisioni diverse e di avere esperienze diverse dalle tue. Esserci per una neo madre significa anche rispettare le sue differenze e riconoscere che queste possano portarla a fare scelte che noi non avremmo fatto, ad esempio in termini di allattamento, nanna, svezzamento ecc.

8. Permettile di lasciar emergere le sue emozioni. Quando una donna si sente sostenuta in un modo più profondo di quello a cui è abituata, con empatia e senza giudizio, spesso è possibile per lei lasciar affiorare emozioni complesse, che potrebbero altrimenti rimanere nascoste. Se questo accade non cercare di minimizzare il suo sentire o di scacciarlo, semplicemente ascoltala.

In sintesi: ascoltala più che parlare, osservala più che intervenire.

Cosa fare invece? 

1. Proteggi le prime sei settimane. Trova il modo di organizzarti con altri membri della famiglia e amici per proteggere questa speciale finestra di tempo. Desidera il meglio per lei e cerca di trovare il modo di offrirglielo, ovviamente facendo i conti con le risorse a disposizione.

2. Occupati delle faccende domestiche. Accertati che non ci sia nulla da fare in casa, e renditi utile come puoi per aiutare nello svolgimento delle attività pratiche affinché la neomamma possa solo riposare e occuparsi del bambino.

4. Dai calore e nutrimento. Una neomamma ha bisogno di cibo altamente nutriente per recuperare l’energia, guarire i tessuti e avviare bene l’allattamento, ma difficilmente avrà il tempo e sarà in grado di prepararsene con costanza. Accertati che stia bevendo e mangiando adeguatamente e a sufficienza, e che la sua stanza sia calda. Preparale del buon cibo caldo, una tisana o riempi il suo thermos, piccole azioni e attenzioni hanno in realtà un grande impatto.

5. Prenditi cura di lei anche se lei non lo chiede. Chiedere è difficile per tutti, in più non aspettarti che lei sappia esattamente quello di cui ha bisogno e che sia in grado di comunicartelo in ogni momento. Quindi prenditi cura di lei a prescindere, anche se lei non chiede niente. Falle un massaggio alle spalle, tienile compagina se a voglia di parlare, falla riposare se è stanca, preparale un bagno caldo. 

7. Sostieni l’allattamento. Sostieni la sua scelta di allattare. Il supporto è uno dei fattori più importanti per il successo dell’allattamento, cerca di rimanere sereno ai suoi occhi anche di fronte alle difficoltà, la tua forza e serenità sono una fonte importante di sicurezza per lei e per il bambino. 

8. Gioca e aiutala con gli altri figli. Se la neomamma ha altri figli puoi giocare con loro e occuparti delle loro necessità, o portarli fuori al parco per qualche ora, in modo da lasciarla tranquilla. 

In sintesi: prenditi cura di lei e fa quello che la fa stare bene. Ricorda: prendersi cura di una neomamma è prendersi cura del suo bambino, e se lei starà bene il bambino prospererà. Sentiti fiero/a del sostegno che le offri fin dai primissimi giorni: stai dando loro il migliore inizio possibile! 

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