Parto cesareo: cosa sono le aderenze e 9 modi per prendersene cura

“La cicatrice di un intervento chirurgico è come un iceberg, poiché solo il 10% di essa è visibile in superficie. Pensate e indagate su tutti i livelli più profondi che sono stati tagliati e rimessi insieme”.

 – Jean-Pierre Barral, D.O. –

Durante un parto cesareo, il chirurgo deve attraversare diversi tipi di tessuto prima di arrivare al bambino. 

Come vediamo in questo video questi diversi strati sono 7 e sono costituiti dalla pelle, dalla fascia superficiale (strato grasso e fibroso), dal muscolo retto dell’addome, dal peritoneo (tagliato verticalmente), dall’utero e dal sacco amniotico.

La direzione dell’incisione varia a seconda del tipo di tessuto, alcuni strati vengono aperti e separati con strumenti chirurgici e altri con le dita. 

Dopo essersi aperto per dare alla luce il bambino, il corpo inizia un lento e graduale processo di riparazione e cicatrizzazione, durante il quale si possono formare delle aderenze.

Che cosa sono le aderenze?

Le aderenze sono fasce di tessuto fibroso-cicatriziale che possono formarsi tra parti di uno stesso organo o tra organi o tessuti diversi, unendo strati di norma separati tra loro ma che si trovano vicini o in contatto.
La chirurgia è la causa principale della loro formazione, ma ci sono anche altri motivi per cui potrebbero formarsi aderenze addominali o pelviche, come una lesione grave, un’infezione o un grande stato infiammatorio.

Le aderenze possono variare dall’essere fili sottili a fibre dense organizzate in larghe ragnatele.

aderenze tra il fegato e i tessuti circostanti

In base a come e dove si formano le aderenze possono causare diverse problematiche, tra cui il dolore addominale e pelvico, problemi di fertilità, l’impedimento del fisiologico flusso dei liquidi, possono inoltre influenzare negativamente gli organi circostanti (vescica, utero e intestino) e anche cambiare il modo in cui le cellule di un organo agiscono attraverso la meccanotrasduzione (la conversione di stimoli meccanici in attività chimica).

Aderenze più gravi possono anche influenzare la postura, attraverso un meccanismo per cui il corpo tenderà ad “abbracciare” la lesione interna per cercare la comodità.

Ogni donna e situazione è unica e ogni intervento chirurgico ha un diverso insieme di circostanze che influenzano il tipo di sutura, come si formano le aderenze e in che misura si formano. Queste, infatti, possono dipendere dalla salute del tessuto prima dell’intervento, dalla costituzione, dal tipo di alimentazione, dall’infiammazione, dai traumi passati, ecc.

foto @bloodmilkwoman
Come si fa a capire se si sono formate delle aderenze dopo un parto cesareo? 

“Le aderenze si verificano in oltre il 90% dei pazienti che seguono un intervento chirurgico addominale importante e nel 55-100% delle donne che si sottopongono a chirurgia pelvica. L’ostruzione dell’intestino tenue, l’infertilità, il dolore addominale e pelvico cronico sono le conseguenze più comuni delle aderenze peritoneali. Nonostante gli elaborati sforzi per sviluppare strategie efficaci per ridurre o prevenire le aderenze, la loro formazione rimane un evento frequente dopo la chirurgia addominale”. Leggi qui la fonte 

Nello studio intitolato, “Un modo affidabile per prevedere le aderenze intra-addominali al parto cesareo ripetuto: caratteristiche della cicatrice”, hanno trovato che l’aspetto della cicatrice (piatta, sollevata, depressa…) è un indicatore della gravità delle aderenze intra-addominali.  Leggi qui la fonte    

Non è possibile diagnosticare le aderenze addominali o pelviche attraverso la palpazione, ma un operatore sensibile, e addestrato a percepire le restrizioni nel corpo, può sentirle. 
Una restrizione può essere percepita quando si sente che un organo ha perso la capacità di muoversi parzialmente o completamente e quando si sente il tessuto “essere tirato” in una direzione asimmetrica rispetto alla linea mediana del corpo. 
In entrambe queste situazioni questo può essere dovuto o meno alla presenza di aderenze, ma ne è certamente una spia.

Gli organi interni hanno superfici scivolose che permettono loro di scivolare contro gli altri organi e  i tessuti. Quando sono presenti delle aderenze i tessuti non scivolano più come prima e la motilità interna dell’organo è inibita, portando a compromettere la funzione dell’organo, a inibire i movimenti più ampi del corpo, e in alcuni casi al dolore.

Cosa fare? 9 modi per prenderti cura delle aderenze:
  1. Prima di tutto prevenzione. Se hai un cesareo programmato può essere opportuno e vantaggioso, minimizzare i livelli di infiammazione nel corpo prima dell’intervento attraverso una dieta anti-infiammatoria.
  2. Rispettare i tempi di cicatrizzazione chiedendo aiuto il più possibile nelle prime 8/12 settimane dopo il parto.

  3. Rotolare su un fianco prima di alzarsi e farlo usando la forza delle braccia, per permettere un graduale ed equilibrato recupero addominale.

  4. Indossare una fasciatura addominale adeguata che supporti allo stesso tempo la tua cicatrice, il tuo pavimento pelvico e il tuo “core” (corsetto addominale). Anche se il tuo bambino non è passato dal canale vaginale, anche il tuo pavimento pelvico ha vissuto l’esperienza della gravidanza e ha bisogno di supporto.

  5. Dopo 1 settimana dall’intervento puoi iniziare a praticare la respirazione diaframmatica e addominale. Il nostro corpo ha meccanismi innati per mantenere i tessuti e gli organi in movimento. Ogni volta che respiriamo, ad esempio, (se non respiriamo solo nella parte superiore del torace) facciamo un vero e proprio massaggio ai nostri organi. Respirando profondamente compiamo un delicato massaggio interno che avviene circa 30.000 volte al giorno.

  6. Puoi utilizzare le proprietà dell’olio di ricino per aiutarti a prevenire e “rompere” le aderenze, e sciogliere il tessuto cicatriziale. L’acido ricinoleico, inoltre, contenuto nell’olio di ricino ha importanti proprietà antinfiammatorie e detossificanti. Imbevi un pezzo di cotone o di flanella con dell’olio di ricino di buona qualità (100%naturale e biologico) e posizionalo su tutta la cicatrice. Metti della pellicola di plastica sulla stoffa imbevuta e sopra una borsa di acqua calda. Tieni l’impacco dai 20 ai 25 minuti. Ripeti a giorni alterni per 4 settimane.
  7. Dopo 12 settimane, e/o quando avrai ricevuto il via libera dal tuo medico, pratica un delicato massaggio della cicatrice. Potresti non essere immediatamente pronta a toccare questa zona del tuo corpo e il luogo dell’incisione, potrebbe sembrarti strano, o far emergere emozioni o tensioni. Procedi con calma e datti molta grazia in questo, forse non sarai immediatamente pronta, forse alla prima prova potresti provare disagio. In questo caso riprova dopo un pò di tempo, ma non darti per vinta. (Vedi come praticare l’auto-massaggio in basso)

  8. Evitare la vita sedentaria: la vita richiede movimento, internamente (a livello cellulare e viscerale) ed esternamente di tutto il corpo in relazione all’ambiente.
    Un modo del tutto naturale per ridurre le restrizioni e la formazione di aderenze è un movimento vario che includa tutto il corpo.
    Il movimento naturale e una corretta meccanica di respirazione sono meccanismi innati di rilascio della nostra fascia.

  9. Dopo 12 settimane, e/o quando avrai ricevuto il via libera dal tuo medico, rivolgiti au un operatore di Biodinamica Craniosacrale o di Manipolazione Viscerale per facilitare la guarigione e il rilascio delle aderenze. Anche se il tuo intervento è stato diversi anni fa, non è mai troppo tardi per iniziare a prenderti cura del tuo corpo.

    La motilità e la mobilità sono entrambe necessarie per una funzione fisiologica ottimale.

L’auto-massaggio della cicatrice

1) Metti le dita proprio sopra la cicatrice e muoviti su e giù (nord e sud) un paio di volte mentre percorri tutta la lunghezza della cicatrice per circa un minuto.  Assicurati di non accarezzare la pelle, ma piuttosto che le dita rimangano sulla cicatrice mentre la strofini contro il tessuto sottostante (B)
 

2) Come prima colloca le dita sopra la cicatrice ma questa volta sposta le dita da un lato all’altro alcune volte, poi spostati in una zona vicina e fai la stessa cosa, percorrendo un pò alla volta tutta la lunghezza della cicatrice, anche qui per circa un minuto (C)

3) Ora fai piccoli cerchi con le dita sopra la cicatrice, coprendo di nuovo piccole aree alla volta, per tutta la lunghezza della cicatrice per circa un minuto. (A)

Gradualmente con il tempo, vorrai essere in grado di “tirare su” e rotolare delicatamente la pelle sopra la cicatrice con un movimento a pizzico.

Trattamento delle aderenze

Le aderenze addominali possono essere rilasciate attraverso l’auto-massaggio o il massaggio addominale?

Alcune forse, ma sempre attraverso un intervento molto delicato. Infatti, è meglio non “rompere” con forza le aderenze poiché questo può creare delle ferite interne, le quali a loro volta possono portare alla formazione di altre aderenze, creando un circolo vizioso e a volte un peggioramento.

Massaggiare e rotolare delicatamente la pelle sopra il tessuto cicatriziale può essere utile e importante per ammorbidire e integrare la cicatrice, renderla flessibile e far sì che gli strati superficiali di tessuto ritornino ad essere liberi di muoversi indipendentemente gli uni dagli altri, ma questo può non essere sufficiente ad influenzare gli strati più profondi in modo sufficientemente preciso.

Alcune terapie manuali come la Biodinamica Craniosacrale o la Manipolazione Viscerale possono essere discipline molto utili per andare più in profondità e facilitare il rilascio delle restrizioni in modo più specifico, riducendo i sintomi dolorosi e migliorando la funzionalità degli organi e dei tessuti. 

Come operatrice di Biodinamica Craniosacrale quando incontro restrizioni nel corpo, mi sintonizzo sui tessuti cercando di essere il più precisa possibile, mantenendo allo stesso uno sguardo ampio, capace di sentire il corpo nella sua interezza. Attraverso un contatto molto delicato ascolto ciò di cui hanno bisogno tessuti e organi per aumentare la loro naturale motilità e mobilità e lascio che il corpo faccia la sua parte. 

Il nostro corpo sa cosa fare per auto-correggersi, ma è necessario metterlo nelle condizioni giuste per permettergli di avviare quei naturali processi di auto-correzione e di ri-allineamento innati. 

“Non possiamo comandare la natura tranne che obbedendole.”
Francesco Bacone

Se hai un parto cesareo programmato o hai già avuto l’intervento e vuoi un supporto professionale per il tuo riequilibrio contattami, sarò felice di lavorare con te. 

 

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